Remanzacco

Dista soli 14 km dal casello di Udine sud, che immette sull’autostrada A23 Palmanova-Tarvisio. Attraversato dalla strada statale n. 54 del Friuli, è servita dalla ferrovia Udine-Cividale.

Si trova sulla direttrice molto frequentata che porta da Udine a Cividale mediante la strada che passa attraverso il centro del capoluogo.

La storia​

Il nome del paese di Remanzacco, comune in provincia di Udine, deriva da un toponimo romano in -acu da Romatius o da Romanicius segno che il luogo era frequentato da popolazioni preromane celtiche. Con i romani, a partire dal primo secolo d.C., si registrò una crescita economica, grazie alla migliorata rete stradale e alla centuriazione della campagna, prima trasformazione del paesaggio dell’alta pianura friulana. Superato il periodo delle migrazioni e scorrerie barbariche, nel Medioevo fece parte dei possedimenti del patriarcato aquileiese, che la inserì nella gastaldia di Cividale del Friuli.

Remanzacco viene nominato per la prima volta nel 1192. Il paese faceva parte della gastaldia di Cividale amministrata in locale da una Vicinia ma sotto la giurisdizione del Capitolo di Cividale. Nel 1321 la località viene citata per una controversia per la definizione di confini tra il comune ed alcuni signori dei luoghi vicini.

Qui il 1º agosto 1509 si combatté nei pressi delle campagne di Orzano uno scontro tra le truppe veneziane e un distaccamento dell’esercito austriaco, che assediava Cividale, che ebbe la meglio.

Fu nel 1811 che con la riforma francese dell’amministrazione alcune frazioni di Remanzacco storicamente legate a nobili castellani, Ziracco ed Orzano, entrarono a far parte del suo comune. Mentre Cerneglons legata a Udine fu aggregata nel 1818. Nel 1866 entrò a far parte del Regno d’Italia.

Per far fronte alla diffusione della pellagra sotto l’impulso del sindaco e medico del paese dott. Carlo Ferro e del parroco don. Pietro Braidotti, l’8 maggio 1883 i capi famiglia riuniti costituiscono il Forno Rurale, forti di un contributo statale. La proposta verrà approvata e il forno sociale entrerà in funzione il 1º gennaio 1885, secondo in Friuli dopo quello di Pasian di Prato.

Tra il 1884 e il 1886 si completa la linea ferroviaria Udine-Cividale, che attraversa Remanzacco. Proprio su questa linea, il 22 novembre 1938 avviene un disastro ferroviario: crollano due arcate del ponte sul Torre, durante il passaggio di un treno viaggiatori. Precipitano nel torrente la locomotiva e tre carrozze, provocando la morte di 18 passeggeri e tre ferrovieri, ferendone 15, muore annegato un militare giunto a portare i primi soccorsi .

Monumenti e luoghi di interesse​

Tra i monumenti figurano: la parrocchiale di Remanzacco, edificio cinquecentesco, ricostruito nel Settecento, conserva al suo interno alcune opere d’arte tra cui l’antico polittico, che l’udinese Bernardino Blaceo aveva dipinto nel 1567, di cui sono rimaste le quattro tavole con i Santi Stefano, Martino, Sebastiano e Rocco, ora separate, che dimostrano, con i loro colori cangianti nel chiaroscuro e la bontà dell’impaginazione le indubbie capacità del pittore. In una antisala della sagrestia è ora contenuto l’altare ligneo di Giovanni Martini (1515) prima situato nella chiesa di Santo Stefano, un ricco polittico a due ripiani con cimasa, contenente dieci statue ed altre sei di minor formato, dipinte e dorate, uno dei pezzi più importanti dell’arte lignea friulana.

A Ziracco si trova oltre alla parrocchiale la cinquecentesca chiesetta di San Rocco e la villa Della Torre Valsassina, del Seicento, nel cui giardino si trova la piccola chiesa di San Ludovico re di Francia, risalente al XVIII secolo.

Altri edifici significativi sono:

Nella frazione di Cerneglons la chiesa (1911) dedicata a San Lorenzo è un piccolo gioiello con affreschi di Francesco Barazzutti di Gemona. Notevoli sono alcune ville padronali. Villa Laura, già Prodolone, ha corpo centrale seicentesco a due piani con soffitta e due ali laterali. Villa Zoccolari, complesso padronale con corpo residenziale con annessi rustici; l’edificio, che risale al XVII secolo, era residenza di campagna della famiglia Brunelleschi, notai fiorentini in Udine. La terza villa è stata residenza padronale, poi collegio estivo, e conserva un alto muro merlato in pietra di valore storico. La fornace Juri, costruita nel 1911, ormai testimonianza di “archeologia industriale”, chiusa negli primi anni sessanta. Il ponte sul Torre, costruito nel 1978, unendo il paese a Pradamano, ha tolto il paese dai capricci delle piene del torrente.